Casabona

  

Regione 

Provincia

Cap

Prefisso Telefonico

Codice ISTAT

Calabria

Crotone

88822

0962

101004

Codice Catastale

 Santo Patrono

Festa Patronale

Popolazione Residente

Frazioni e centri abitati

B857

San Nicola

1° domenica di

Giugno 

2.805 - Riferimento al 31.12.2014

Santa Maria, Simma, Zinga

Altitudine 

Coordinate Geografiche

 Superficie

Densità

 Denominazione abitanti 

287 m s.l.m.

39° 15' 4,68'' N - 16° 57' 26,28'' E

67,67 km²

40,58 ab./km²

Casabonesi

  

Il suo nome, secondo alcuni filologi deriverebbe da “caso bono” - formaggio squisito -avvalorando la tesi secondo cui i suoi abitanti fossero dediti alla pastorizia ed esperti produttori di formaggio. Altri, accostano il sostantivo “casa” - ricovero - all’aggettivo “bona” -accogliente ed ospitale-, ipotesi avvalorata dall’accoglienza, radicata nel patrimonio genetico dei casabonesi e, immortalato nelle poesie di diversi autori locali.

Le prime notizie sulla formazione di Casabona risalgono al 1198, quando Papa Innocenzo III dava conferma a Nicodemo dell’esistenza, tra gli altri beni, della Chiesa di S. Dionigi - di cui non esiste alcuna traccia - con tutte le sue pertinenze, ubicata nel territorio di Casabona. Casabona non fu risparmiata dalle scorribande dei Saraceni, nè dal dominio degli Angioini che la gravarono di innumerevoli tasse. A seguito dell’immigrazione degli Albanesi nell’intera Calabria, avvenuta nella seconda metà del 1400, sorse il Casale di S.Nicola dell’Alto che restò sotto il vassallaggio del comune di Casabona fino al 1806, data in cui fu costituito il comune autonomo.

Fino al 1508, veniva chiamata Caso Bono, e successivamente anche Casal Buono o Casu bono. In seguito ad una serie di terremoti, che sconvolsero il Marchesato nel 1638, 1733 e 1783, la popolazione fu indotta a spostare l’abitato nei pressi del Convento dell’Annunziata, adiacente alla chiesa di S.Maria ad Nives, le cui mura perimetrali sono state demolite nel 1966 per far posto all’attuale casa canonica. Casabona fu dominata da un lungo elenco di famiglie di feudatari: i Malatacca, i D’Aragona, i Pisciotta, i Moccia - ricordati dal volgo come esattori di gabelle - i Berlingeri e i Galluccio, con i quali si arriverà al 1950, anno della riforma agraria.

 

Casabona ha Zinga come frazione dal 1811, data in cui è stata emessa l’ordinanza di divisione dei fondi feudali.

Dopo la riforma, Casabona ha trovato nell’agricoltura una fonte di sostentamento notevole, malgrado la parcellizzazione della proprietà fondiaria abbia garantito solo l’umile sostentamento delle famiglie. Accanto a piccole produzioni di uliveti, agrumeti, vigneti, ortaggi, notevole nel corso degli anni sessanta, è stato lo sviluppo di piccole botteghe artigiane, fatte da sarti, calzolai, fabbri, falegnami. Nel frattempo, l’agricoltura risultava comunque insufficiente al sostentamento familiare, favorendo anche a Casabona uno spopolamento elevato attraverso l’emigrazione. Casabona, nel risentire ancora oggi una impostazione culturale della micro impresa a conduzione familiare, nel corso degli anni 90 si è dotata di un Piano di Insediamento Produttivo su concessione novantanovennale dei terreni da parte dell’Ente comunale.